Dive Residence

Immersioni

  • Il Banco di Santa Croce
    (circa 45 minuti di navigazione dal Diving)

    Il Banco di Santa Croce è una secca con il cappello sui 10 mt. di profondità situata a circa 300 mt. dalla costa di fronte al "BIKINI", noto stabilimento balneare di Vico Equense. Le pareti più o meno scoscese, a seconda dei versanti, vanno giù sino a 50 mt. Nonostante la scarsa visibilità dell' acqua, il più delle volte comunque nei primi 7-8 mt., il Banco di Santa Croce è senza dubbio la più bella ed interessante immersione di tutto l'itinerario subacqueo della zona. Straordinaria è la ricchezza di forme di vita mediterranee, sia libere che sessili, che si incontrano sott' acqua. Più che una vera e propria secca, il Banco è un insieme di 5 grandi " panettoni " rocciosi. Ed è proprio sul più grande di questi, quello con la vetta a soli 10 mt. di profondità, che iniziamo la discesa. Proseguendo in direzione Sud-Ovest, già a soli 18 mt. di profondità s'incontano le prime paramuricee che anticipano di poco gli enormi e fitti ventagli che proseguono fino a 40 mt. La concentrazione di gorgonie è davvero impressionante e non manca neppure la Gerardia Savaglia. Branchi di migliaiai di Antias nuotano tra i rami delle gorgonie. banco di santacroce uovo di gattuccioProseguendo l' immersione, circumnavigando il panettone roccioso, troviamo una grande spaccatura verticale che taglia in due la parete, formando uno scenario da favola. La luce che filtra dall' alto mostra l' intreccio dei grossi rami di gorgonie rosse presenti sulle due pareti contrapposte. La risalita dal fondo, lungo la parete, ci regala vaste zone di Parazoanthus e di Astroides. A volte, durante le eventuali soste di decompressione , non è raro vedere sfrecciare, nei periodi di passo, ricciole e palamiti.

  • Il Capo di Sorrento
    (circa 10 minuti di navigazione dal Diving)

    A soli 5 minuti di barca dal molo del Diving. Viene effettuata sul versante orientale rivolto verso Sorrento. Qui la perete rocciosa del Capo s'inabissa verticalmente nel blu oltre i 60 mt. con un substrato corallino di notevole interesse biologico : Gorgonie gialle e rosse, sui cui rami è numerosa la presenza di uova di gattuccio, spirografi e tunicati ricoprono per molti tratti la parete. Più in profondità troviamo grosse spugne del genere Axinella e alcune Pinne Nobilis. Superata la punta del Capo, il fondale si presenta meno ripido, ideale per effettuare l'eventuale decompressione richiesta. Ma è nelle ore notturne che il fondale si ripopola di mille organismi ed esplode in tutta la sua bellezza. Rari gamberetti, attinie, cavallucci marini, spirografi multicolori fanno la gioia dei fotosub.

  • Punta di Puolo
    Zona C dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 5 minuti di navigazione dal Diving)

    E' l'unico punto della costa dove è possibile effettuare anche immersioni direttamente da terra. L'ingresso in acqua avviene dalla spiaggia antistante il molo del Diving ed è il posto preferito dalle guide per le immersioni notturne dove l'incontro con l'ALICIA MIRABILIS è praticamente garantito. Lungo la parete verticale del Capo di Puolo, troviamo una serie di grotte sui 20/25 mt. che attraversano completamente il promontorio rispuntando a soli sei mt. di profondità. Necessari la guida esperta e il filo d'Arianna. Passare attraverso queste grotte è indubbiamente un'esperienza emozionante, forse unica. Non mancano le possibilità d' incontro con tutti gli abitanti del buio : Stenopus, Parapandalus, Corvine.

  • Lo Scoglio del Vervece
    Zona A dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 5 minuti di navigazione dal Diving)

    E' un minuscolo isolotto, poco più di uno scoglio, situato qualche centinaio di mt. al largo del porticciolo di Massa Lubrense. Sormontato da un faro-lanterna, le pareti rocciose del Vervece scendono a picco oltre i cinquanta mt. e si presentano a tutte le quote, da quelle più profonde a quelle appena superficiali, di eccezionale interesse biologico. La distanza dalla costa e la presenza costante di correnti dominanti del Golfo di Napoli, favoriscono l'insediamento e lo sviluppo di molte specie marine, alcune rare, come la GERARDIA SAVAGLIA ,altre addirittura ancora non spiegate dalla scienza, come una Paramuricea dalle punte Albine. A soli 12 mt. di profondità, sul versante verso la terraferma, è stata posta una statua in bronzo della Madonnina, protettrice dei sub e divenuta oggetto di una importante festa popolare che coinvolge tutti gli abitanti della costiera. Al Vervece non manca neppure il relitto, quello di un vecchio cargo di circa 30 mt. E' una bellissima immersione che però non può essere effettuata partendo in immersione dal Vervece, ma che richiede una discesa nel blu, lungo la sagola guida, ed è necessaria una discreta esperienza.

  • La Grotta di Mitigliano
    Zona C dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 10 minuti di navigazione dal Diving)

    Riservata a pochi subacquei, questa grotta, situata lungo la parete sommersa dell'omonima baia, si insinua all'interno della falesia per circa ottanta mt. con una profondità massima di 15 mt. Le pareti della grotta sono calcaree e sul fondo è presente un sedimento chiaro e abbastanza pesante che si deposita facilmente, limitando quindi, la sospensione che normalmente si crea al passaggio dei subacquei. Dopo aver percorso i primi 20-30 mt., si apre un pozzo verticale piuttosto ampio che sbuca in una bella camera con aria respirabile. Proseguendo all’interno, dopo aver superato una strettoia di circa 20 mt., si aprono altre due stanze con un'altra camera d’aria . Qui, grazie all’infiltrazione di una sorgente dalla roccia, l’acqua è praticamente dolce. In queste stanze vive l'OLIGOPUS ATER volgarmente detto Brotula, un pesce dalla forma strana ed amante delle tenebre.

  • Punta Campanella
    Zona B dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 25 minuti di navigazione dal Diving)

    E' la punta che dal lato Sud chiude il golfo di Napoli, al di là della quale ha inizio il Golfo di Salerno. E' il cosiddetto Promontorio Minervae, nella cui prossimità le antiche navi greche e romane sostavano in attesa delle condizioni meteo per poterlo doppiare. E della sosta approfittavano gli equipaggi di quelle navi per portare doni alla divinità per ingraziarsene i favori, raggiungendo sulla costa il Tempio dedicato alla Dea, sui cui resti sorge, in prossimità del faro, l'attuale Torre Mozza. Da qui il notevole interesse archeologico che riveste questa zona, sui cui fondali profondi sono stati spesso rinvenuti interessanti reperti di epoca greco-romana. I suoi fondali strapiombano rapidamente fin oltre i cento mt. sul versante interno, quello del golfo di Napoli, mentre degradano più dolcemente su quello rivolto verso il Golfo di Salerno. Le condizioni ambientali sono spesso completamente diverse sui due versanti per effetto delle forti correnti che sono però alla base della straordinaria ricchezza di flora e fauna che si può qui riscontrare. Proprio sotto la Punta un grosso scoglio isolato dalla costa ed emergente in superfice, offre pareti a picco ricche di Astroides già a pochi mt., e abbondantemente ricoperte di Eunicelle in profondità. Sul versante esposto a mezzogiorno troviamo invece delle pareti rocciose intorno ai 40/45 mt., rivestite da ampi ventagli di Paramuricee frequentati da nutriti branchi di Anthias.

  • Scoglio Penna
    Zona B dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 30 minuti di navigazione dal Diving)

    E’ un piccolo scoglio aguzzo, alto e stretto che chiude a Sud la Baia di Ieranto. Deve il nome proprio alla sua forma particolare, simile a una penna appunto. Qui l'immersione è molto interessante, data la particolarissima conformazione. Le sue ripide pareti sommerse, con un bell'arco naturale al centro, sono ricchissime di vita su ogni versante e ad ogni profondità, ed in particolare sul versante esterno che va oltre i 45 mt. , ricoperto da splendide e rosse Paramuricee. Siamo in uno dei tratti più belli e spettacolari della Penisola sorrentina, una zona ritenuta, proprio per le sue caratteristiche ambientali, una delle migliori per la caccia subacquea dell'intera regione, capace di riservare degli incontri straordinari. Facile l'incontro con il pesce di passo.

  • Montalto
    Zona B dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 35 minuti di navigazione dal Diving)

    Circa duecento metri dopo lo Scoglio Penna, la spettacolare parete a picco si apre in un'ampia insenatura. Siamo nella Baia di Nerano, così chiamata dal paesino che la domina, arroccato a mezza costa. Montalto è un imponente parete che strapiomba in mare, sormontata dai resti di un'antica torre Saracena. Acqua limpida e ricchezza di soggetti fanno di questa zona il paradiso dei fotografi subacquei. E' un' immersione che può essere effettuata alla profondità che più si preferisce, tanto tutte le quote sono buone. La parete della montagna che precipita verso il blu profondo, è ricchissima di coralligeno. Le Paramuricee che si incontrano a partire dai trenta metri di profondità, assumono qui colorazioni diverse, dal viola al giallo molto intenso. La parete scende fino a 55-60 metri di fondo, ma, grazie alla sua esposizione tutta a mezzogiorno e all'abituale limpidezza dell'acqua, l'ambiente subacqueo risulta particolarmente luminoso anche a notevole profondità. Può capitare di incontrare cernie, saraghi e anche qualche bella aragosta.

  • Le Grotte dell'Isca e dello Zaffiro
    Zona B dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 45 minuti di navigazione dal Diving)

    Situata sotto l'omonimo Isolotto di proprietà dei DE FILIPPO, la grotta dell'Isca si apre con un ingresso verticale a soli 7/8 mt. di fondo, dopo aver attraversato una serie di arcate subacquee, le cui volte sono letteralmente ricoperte di Parazoanthus. Le sue pareti rocciose, gli effetti di luce che filtrano tra le spaccature dei tunnel, offrono ai sub uno spettacolo davvero unico. Risalendo lentamente arriviamo in superficie in una camera d'aria respirabile. All'interno della grotta si possono ammirare tantissime formazioni alabastrine, a testimonianza dei fenomeni bradisismici che hanno interessato l'intera Penisola Sorrentina durante millenni. Quasi al centro della grotta una grossa stalattite si stacca dalla volta e si prolunga fino ad un metro sotto il livello dell'acqua e la parte sommersa è uniformemente ricoperta dai gialli parazoanthus. La Grotta dello Zaffiro, così denominata per la particolare colorazione che assume l'acqua al suo interno, è certamente la più bella ed interessante della penisola. La cavità ha un ingresso principale molto largo, situato a soli tre mt. di profondità, ed una seconda entrata costituita da un cunicolo piuttosto stretto, comunicante con l'entrata principale, a soli 12 mt. di profondità. L'attraversamento della galleria non crea nessun problema, essendo molto larga e lunga appena quattro metri.Lo specchio d'acqua interno è un vero è proprio lago di oltre 40 mt. di diametro, sovrastato da una campana d'aria alta circa venti mt. e contornata da imponenti formazioni alabastrine di stalattiti e stalagmiti che in qualche punto della grotta arrivano a congiungere pavimento e soffitto.

  • L'Isolotto di Vetara
    Zona A dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 50 minuti di navigazione dal Diving)

    E' una piccola isola deserta in mezzo al mare, con una bellissima cigliata protesa verso il mare aperto con una parete ricca di gorgonie e popolata da Anthias. I fondali, favoriti dal gioco delle correnti meridionali che dominano nella zona, specialmente nel periodo estivo, risultano ricchi di vita bentonica, delle specie più varie ed appariscenti. Grazie alla distanza che ci separa dalla Costa, non è raro incontrare esemplari pelagigi, tonni e ricciole, presenti di passaggio talvolta in branchi anche piuttosto numerosi. Intorno all'isola ci sono numerose vestige di storia antica e moderna : ancore ed anfore greco-romane, a testimonianza di antichi naufragi, e ordigni inesplosi, a ricordo delle battaglie aero-navali dell'ultima guerra. Purtroppo solo qualche coccio ne denuncia ancora la presenza, dato che tutte le anfore sono state da tempo asportate. Ma l'immersione migliore è certamente quella che si può effettuare sull'estremità della sua Scarpa, una specie di rilievo roccioso che si allunga per un centinaio di metri in direzione dell'isola di Capri, risalendo verso la fine a formare una specie di secca con un largo cappello a soli sei metri di fondo, chiaramente visibile dalla superficie, grazie alla limpidezza dell'acqua, notevole nella zona.

  • La Secca dei Galli
    Zona A dell'A.M.P. Punta Campanella

    (circa 60 minuti di navigazione dal Diving)

    A metà strada circa tra l'isolotto di Vetara e i Galli, con il cappello a soli sei mt. di profondità, c'è una secca che i subacquei chiamano la Secchetella dei Galli. E'una delle mete più ambite per le escursioni subacquee nella zona, per le sorprese che è spesso in grado di riservare a chi si immerge sui suoi fondali. L'acqua è quasi sempre limpidissima ma occorre conoscere bene gli allineamenti a terra per individuarla. Il fondale scende con una serie di balze rocciose con Gorgonie gialle, Paramuricee tra cui spuntano spesso le antenne di qualche aragosta. L' estate scorsa le guide del Diving hanno rinvenuto a 55 mt. il più grande ventaglio di Gerardia Savaglia dell'intera zona. Qui siamo in mare aperto: praticamente ogni incontro è possibile.

  • Punta Carena
    (circa 60 minuti di navigazione dal Diving)

    Probabilmente l'immersione più bella e spettacolare che si possa fare nei fondali dell'isola ma nello stesso tempo, causa la forte corrente spesso presente ed il passaggio continuo delle imbarcazioni locali adibite al giro dell'isola, riservata esclusivamente a subacquei più esperti.
    Come suggerito dal nome, la morfologia dell'immersione ricorda esattamente la carena capovolta di una nave. E' infatti un costone roccioso che si protende per diverse centinaia di metri verso il largo raggiungendo subito profondità proibitive. Grazie alle correnti dominanti, la parete del versante meridionale esplode di colpo in tutti i suoi colori e forme. Le Gorgonie, sia gialle che rosse, la fanno da padrone. Branchi fittissimi di Anthias nuotano a fianco della parete formando dei veri e propri muri viventi. La parete si fa sempre più bella e ricca man mano che ci allontaniamo dalla terraferma lungo il costone fino ad arrivare agli spacchi: sono due fenditure verticali tappezzate di gorgonie da entrambi i lati con enormi spugne al centro. L'incontro con pesce pelagico è quasi sempre una certezza. Siamo già molto distanti dalla punta e conviene risalire sulla sommità del costone e ritornare verso la costa per emergere allíintero della baia sottostante il Faro.

  • Punta Carena: Il Traliccio

    Riservata esclusivamente a subacquei tecnici. Infatti la parete, ricchissima di coralligeno e gorgonie precipita bruscamente verso profondità impegnative. Alla base della stessa, siamo già oltre i 50 mt., adagiato sulla sabbia, un grosso traliccio, si protende verso mare aperto fino ad arrivare a - 62 mt. Ricoperto di vegetazione, spugne, tunicati, gorgonie rosse e bicolori, è sempre avvolto da migliaia di Anthias. Complice l'acqua sempre trasparente, lo spettacolo è davvero mozzafiato. La risalita avviene rigorosamente lungo la parete e le necessarie soste di decompressione vengono effettuate all'interno di un'unica piccola insenatura della costa dove il fondo degrada in modo meno vertiginoso.